La Capagrossa al Festival della Paesologia di Aliano

Ancora in vacanza? ⛱️

Noi siamo appena rientrati da La Luna e i Calanchi 2017, il festival della paesologia organizzato da Franco Arminio nella suggestiva cornice di Aliano (Mt).

Un momento per riflettere e discutere sulle problematiche legate alle aree interne dell’Italia meridionale, ma anche per conoscere i volti di chi mette in campo progetti e strategie per combattere i fenomeni dello spopolamento, attraverso azioni di recupero della memoria e creazione di comunità.

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Abbiamo voluto raccontare del nostro lavoro a Ruvo di Puglia tramite l’esperienza di Nove Nove Nove, il processo partecipativo legato alla creazione della SISUS (strategia integrata di sviluppo sostenibile) per il nostro Comune.

Ruvo è stata rappresentata anche sotto altre forme da Vincenzo Mastropirro con musica e poesie della nostra terra, dalla Fondazione Cesareo con le formelle del progetto Mediterraneo Senza Spettatori: Naufragi Con Angeli, e dall’infaticabile Assessora alla Cultura Monica Filograno con la narrazione dell’ esperienza di “poesia e politica” Luci e Suoni d’Artista.

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Siamo orgogliosi di fare parte di questa comunità in grado di rigenerarsi e proiettarsi verso un futuro ambizioso.
“È una scena che non si muta in un solo giorno, ma è importante sollevare lo sguardo, allungarlo: la rivoluzione del guardare”
(da Lettera ai ragazzi del sud di Franco Arminio)
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Resto al sud, il bando per giovani imprenditori

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Con Decreto Legge 91 del 20 giugno 2017 è stata attivata la misura “Resto al Sud” pensata per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La misura è rivolta a giovani imprenditori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni.

Ciascun richiedente potrà ricevere fino ad un massimo di 40 mila euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti l’importo massimo del finanziamento erogabile sarà pari a 40 mila euro per ciascun socio fino ad un ammontare massimo complessivo di 200 mila euro.

Il 35 per cento del contributo sarà a fondo perduto ed il 65 per cento sotto forma di prestito a tasso zero.

QUI IL DECRETO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE

(fonte @Bollenti Spiriti)

Nove Nove Nove, il progetto di rigenerazione urbana partecipata

Il percorso nóvǝ nóvǝ nóvǝ nasce da una congiunzione tra i processi partecipativi invernali (auto-costruzione del sistema di luminarie cittadino e della grande nave sita in Piazza Matteotti) e una ricerca sui caratteri del nostro dialetto, che assegna ad un solo suono tre significati diversi. Così la città, i cittadini e il processo possono riuscire a racchiudere nella sola parola Partecipazione una pluralità di idee, sfumature, intenzioni.

Nove saranno gli incontri che animeranno le piazze e i luoghi più diversi della città, che si concluderanno in una “festa” finale, in cui sintetizzare le istanze da sottoporre poi ai tecnici, ma soprattutto festeggiare insieme Ruvo di Puglia.

Il processo inizierà il 09 giugno e terminerà il 09 luglio.

Il blog del progetto –> https://novenovenove.wordpress.com/

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ATTIVITÀ DI PROGETTO E FASI DI SVILUPPO

La sfida di questo progetto sarà: come ottenere una partecipazione allargata e di qualità?

Il processo di risoluzione a questa domanda si compone di 3 punti fondamentali:

  1. Territorio e reti

Due incontri saranno dedicati alla conoscenza del territorio: per progettare al meglio la città è necessario senza dubbio conoscerla. Prendere consapevolezza della dimensione urbana ruvese, per il progetto, non significa solo censirne i luoghi fondamentali alla memoria o quelli potenziali all’innovazione, ma anche e soprattutto conoscere le realtà più virtuose che possano mettersi in rete per generare impatto positivo sulla città. Il principio base è quello della sinergia: comprendere in che modo, cioè, si possa mirare a obiettivi più ambiziosi collaborando insieme alla creazione di sistemi circolari.

  1. Le buone pratiche

Alcuni incontri dovranno saranno destinati alla conoscenza di modelli o esempi esterni di processi di rigenerazione urbana e resilienza. Dimostrare e analizzare le buone pratiche di altri contesti potrà servire ad innescare relazioni di fiducia tanto del privato economico quanto di quello collettivo e ad invogliare una partecipazione attiva nei procedimenti di rigenerazione urbana.

  1. Fare insieme

Il processo si pone l’obiettivo non poco ambizioso di riuscire a ricreare una comunità cittadina attiva e consapevole della cosa pubblica. La comunità dovrà essere quanto più eterogenea possibile: estenderemo le reti, cercando di coinvolgere diversi attori che dovranno imparare a comunicare tra loro. L’educazione ai processi orizzontali è necessaria alla gestione e alla risoluzione di conflitti, quanto ad ottenere una vera e propria integrazione sociale.

Siete pronti a salpare?

 

Malacarne, Palermo raccontata in 70 scatti. Il workshop fotografico

Nell’ormai consolidato rapporto con l’Associazione Cacciatori d’Ombra, abbiamo ospitato nel nostro spazio di coworking un altro workshop fotografico.

Questa volta il workshop è legato ad un evento particolare: la presentazione in Puglia del volume fotografico Malacarne del giovane fotografo palermitano Francesco Faraci.

Chi è Francesco? È un giovane fotografo siciliano, con tanto entusiasmo e tanta voglia di fare. La sua biografia la trovate tutta qui –> link
Noi invece vogliamo raccontarvi cosa è stato per noi Francesco e cosa ci ha regalato.

Malacarne

La presentazione del suo libro è stata effettuata il 19 maggio scorso in due fasi: durante la mattinata, presso la Mediateca Regionale Pugliese a Bari, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del libro fotografico, alla presenza dell’autore, di Andrea Zotti (Dirigente del Servizio Promozione e Sviluppo dell’Economia Culturale), Monica Filograno (Assessora alla Cultura del Comune di Ruvo di Puglia), Mauro Ieva (presidente Associazione Cacciatori d’Ombra).
Nel pomeriggio, invece, presso Palazzo Caputi a Ruvo, Francesco è stato presentato alla cittadinanza, anticipando il workshop fotografico dei giorni successivi.

Il progetto Malacarne vede protagonisti i bambini della periferia di Palermo, ritratti nel loro contesto sociale, le cui sfaccettature sono tutte immortalate negli scatti di Francesco: immagini in bianco e nero, che sembrano appartenere ad un’epoca a noi lontana ma incredibilmente contemporanea.
Un pezzo di mondo, una periferia che vive lentamente, nella sua essenza urbanistica vetusta, nell’abbandono sociale ma dal sapore incredibilmente umano.
Gli scatti sono di un realismo così estremo che sembra di vivere quei bambini e ascoltare le loro voci.

L’esperienza vissuta da Francesco nei tre anni del progetto è molto intima, fatica ad esprimerla nella sua fanciullesca emotività. Ma traspare dai suoi scatti la sua personale crescita umana e sociale.
Francesco ha scelto di pubblicare in un libro i suoi 70 scatti dei Malacarne, questi bimbi periferici che crescono troppo in fretta, per dare la possibilità a chiunque lo voglia di sfogliare, toccare e assaporare ogni particolare di queste immagini meravigliose.

Il workshop fotografico si è svolto nelle giornate del 19 e 20 maggio ed è stato quasi totalmente svolto all’aperto per immortalare il più possibile.
Durante la giornata del 19, approfittando degli eventi del Maggio Sportivo, i corsisti hanno avuto modo di interagire con un gran quantitativo di bambini presenti in piazza, accorsi per festeggiare la sportività. Mentre il 20 maggio è stato interamente dedicato alle periferie, gli spazi prediletti da Francesco.

Si è svolto nel weekend 19 e 20 maggio, presso il nostro spazio di coworking, il workshop di fotografia organizzato da…

Posted by La Capagrossa Coworking on Friday, May 19, 2017

Lo shooting in esterna ha dato dei risultati meravigliosi. Francesco non ha perso occasione di fotografare anche i nostri ragazzi di quartiere durante una partita a calcio pomeridiana.

Siamo stati lieti di ospitare Francesco nel nostro spazio di coworking, perché abbiamo gli stessi ambiti di azione: il suo progetto come il nostro è nato nella periferia.
In quelle zone abbandonate della città ma che hanno molto da raccontare e risorse da utilizzare. È la sua prima volta in Puglia e ha scelto di cominciare il suo viaggio da Ruvo. Una scelta che ci fa grande onore.

Ma l’effetto più bello è, come sempre, la sinergia che si è creata tra i corsisti, con l’entusiasmo e la professionalità di Francesco che ha generato un sentimento di affezione e di unione con tutti, anche con noi cowi. E per questo ringraziamo Cacciatori d’Ombra che ha scelto di organizzare questo evento nel nostro spazio.
Il nostro spazio è per tutti, per chiunque ne voglia far parte. Ogni evento è un prezioso gradino in più nel nostro percorso di creazione di comunità.

Un briciolo di felicità in più.

La Capagrossa incontra UFFA

Il 19 maggio abbiamo partecipato all’incontro organizzato da UFFA#UrbanFutureForAll a Trani, per dialogare con Diego Antonacci co-founder di Impact Hub Bari, sul come la nascita di comunità reali e digitali possano favorire la creazione di nuove occasioni professionali.

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Con noi anche Giovanni Pugliese di Coffice Putignano che ci ha parlato della loro esperienza di innovazione e pratiche collaborative.

La nostra esperienza, si è concentrata sulle modalità di coinvolgimento della cittadinanza, ma sopratutto dei residenti del nostro quartiere periferico.

Dunque il racconto del workshop fotografico Rinascènza ma sopratutto del workshop TAH-DAAH! realizzato nei mesi passati.

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Un case history per il nostro coworking molto importante sopratutto per il successo ottenuto nella creazione della comunità per la realizzazione di uno spazio comune e aperto a tutti.

Per mostrare che anche questo è possibile.

Grazie a chi ci ha ospitato e agli amici trovati e conosciuti!

Il progetto Rubi Antiqua

Il 18 maggio, presso Santa Teresa dei Maschi a Bari, abbiamo partecipato alla conferenza di presentazione del progetto Rubi antiqua di Daniela Ventrelli, archeologa barese a Parigi, dove porta avanti da circa 6 anni la ricerca sul collezionismo ottocentesco privato, focalizzandosi sul caso particolare di Ruvo di Puglia e della Collezione Jatta.
La conferenza è stata organizzata nell’abito delle attività promosse dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

18581545_1874260736123415_8746736431667886775_nLunga e articolata è stata l’esposizione del progetto, che vede coinvolti più istituti di ricerca e partner pubblici e privati italiani e stranieri e che ha consentito di svelare, attraverso lo studio delle fonti d’archivio inedite, alcuni aspetti del collezionismo ottocentesco di Ruvo sconosciute e in alcuni casi ricche di curiosi particolari.

Tanta e tale era l’abbondanza di reperti archeologici rinvenuti a Ruvo tale da definirla nel 1829 “caso unico in tutta la Puglia”.
Numerose le vicende che ruotano intorno alla formazione della collezione raccolta oggi nel Museo Nazionale Jatta, strettamente legata alle vicende familiari, e altrettante quelle che hanno consentito a Daniela Ventrelli di portare avanti e promuovere con tanta caparbietà il progetto ruvese in Francia.

Difatti l’aspetto più affascinante ed umano della vicenda è legato proprio alla casualità con la quale il fato (per dirla in termini mitologici) ha mescolato ed incastrato i tasselli che hanno visto la nascita e l’evoluzione del progetto.

Una storia di grande volontà, fermezza, determinazione mischiata alla casualità, alle scelte dell’ultimo momento, agli incontri e alle conoscenze.

Daniela ci ha trasmesso una grande professionalità ma anche la necessità di non abbattersi mai davanti alle difficoltà, che puó sembrare una frase fatta, ma mai fu più veritiera per la nascita di Rubi Antiqua.

Insomma perseverare sempre e risollevarsi dopo le delusioni è la parola d’ordine. Ed è proprio il messaggio che si voleva trasmettere agli studenti specializzandi, proiettati verso una professione difficile come quella dell’archeologo.

Un messaggio declinabile per chiunque e per qualunque ambito professionale.

Al termine Daniela fa dono a tutti di un segnalibro con un augurio personale: “Quand tu auras désappris à espérer, je t’apprendrai à vouloir” (Quando avrai smesso di sperare io ti insegneró a volere).

Ai nostri concittadini ruvesi invece, noi regaliamo l’augurio che Giovanni Jatta, nel 1844 fa a sé stesso, ovvero che nuovi ingegni infervorati seguano il suo esempio, per dilatare l’onore della propria nobilissima e antichissima città.

Prosit.

Il workshop Rinascènza e la mostra fotografica

Prendi un gruppo di persone sconosciute tra loro che hanno in comune l’arte fotografica.
Fornisci loro un tema a carattere folkloristico e territoriale con cenni di nozioni storiche.
Dai loro le linee guida tecniche e artistiche.
Infine mandali per strada a sperimentare.

Il risultato potrebbe essere inaspettatamente meraviglioso.

Ma partiamo dall’inizio.

Quindici giorni fa avevamo annunciato sui nostri canali l’avvio di un workshop di fotografia propiziatoria denominato Rinascènza: il progetto è stato volutamente programmato in un periodo particolare dell’anno, ovvero quello della settimana santa dove i rituali religiosi della città di Ruvo, già noti per il carattere emozionante e spirituale, si svolgono parallelamente a quelli folkloristici ormai radicati nella memoria popolare.
A questi elementi della tradizione, si affianca (e si concatena) il naturale passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, caratterizzato dal naturale processo di rinascita.

Dunque gli elementi religioso, folkloristico e territoriale hanno fornito il giusto spunto per il tema del corso fotografico che La Capagrossa ha voluto organizzare in collaborazione con Cacciatori d’Ombra, che ha visto coinvolti 9 corsisti guidati dal fotografo barese Alessandro Cirillo.

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Obiettivo del corso: utilizzare la fotografia come linguaggio per raccontare di volti, di sguardi e di occhi che vivono questo momento di passaggio, di rinascita e di ritrovata freschezza.

Il workshop si è svolto nel weekend a ridosso della domenica delle Palme e ha visto, durante la giornata del sabato, una introduzione alla tematica del corso con l’ausilio di Cleto Bucci, console per la Puglia del Touring Club Italiano, nonché storico ruvese ed ex assessore alla cultura della città.
Il fotografo Alessandro Cirillo, docente del corso ha istruito i partecipanti sulle tecniche fotografiche.

Tra il pomeriggio del sabato e la giornata successiva, quella della festività liturgica delle Palme, i corsisti sono usciti allo scoperto per uno shooting fotografico in esterna e, dopo essersi piazzati in uno dei punti nevralgici del passeggio cittadino, hanno invitato i passanti a sottoporsi all’esperimento fotografico.

È stato chiesto loro di interpretare con l’espressione del volto dunque, i due momenti che caratterizzano la rinascita: il primo legato alle tenebre, al freddo inverno, al torpore. Occhi chiusi.

Il successivo è quello della riconciliazione con la vita, interpretazione volutamente supportata dall’ausilio dei tradizionali simboli che addobbano la Quarantana ovvero la conocchia e il fuso (simbolo del lavoro femminile e del tempo che passa), l’arancia (un tempo veniva utilizzato un melograno o una patata) e le sette penne di gallina conficcate in essa che rappresentano le settimane della Quaresima.
Abbiamo lasciato libera scelta di introdurre, nello scatto, qualsiasi altro simbolo che potesse ricondurre al concetto di rinascita e di riconciliazione con la vita: e quindi ecco comparire un uovo, una macchina fotografica. I bambini.

Inaspettata la partecipazione di 81 cittadini che, dapprima con titubanza e poi con entusiasmo si sono prestati al progetto. Sono stati effettuati oltre 200 scatti sui quali è stata operata una selezione al termine dello shooting.

RinascènzaLa primavera. La Pasqua e le sue tradizioni. Un paese e le sue persone.La fotografia è il linguaggio per…

Posted by La Capagrossa Coworking on Saturday, April 8, 2017

 

Il passo immediatamente successivo è stato quello dell’installazione della mostra. È la parte che ha richiesto un notevole impegno di energie e di collaborazione, per riuscire a realizzarlo al meglio ed esprimere con tutta la forza i sentimenti reconditi di base del progetto.

In tre giorni l’ex Convento dei Domenicani di Ruvo, già sede della Pinacoteca Comunale di Arte Moderna, ha visto un viavai di cavi di nylon (che sembravano impossessati e si intrecciavano continuamente), trabattelli e scale, diverse decine di metri di nastro adesivo, materiale da riciclo vario, cartoncini colorati, stampe fotografiche, una quantità infinita di caffè e dolci vari e, elemento più importante, i nostri ormai affezionati Amici de La Capagrossa sempre pronti a sostenerci fisicamente e strumentalmente in tutti i nostri (folli) progetti.

 

L’installazione è stata strutturata per poter essere attraversata e vissuta sulla pelle, con gli occhi, con il tatto, attraverso le sensazioni.

Appena voltato l’angolo del corridoio dell’ex Convento dei Domenicani, si percepisce da subito una sensazione di oscurità, di passività: è il momento legato al freddo inverno. Dal soffitto scende una fitta rete di fasce, che impedisce alla luce di filtrare e trasmette un senso di oppressione. A passarci sotto la si può sfiorare con le mani, pesante, tangibile.

Nel mezzo scendono, quasi fino a sfiorare il pavimento, le immagini dei volti di uomini e donne con occhi chiusi, quasi a creare un labirinto, un ostacolo nel cammino: lo sfondo fluo dei loro ritratti non basta a distogliere l’attenzione dall’austerità dei loro volti, nell’interpretazione dell’abulia.

La sensazione è quella di sentirsi quasi irretiti dai quei volti addormentati.

Ma oltre si intravede la luce, si percepisce una prosecuzione di quegli stessi colori, fluo ma con un’intensità differente. Si accelera il passo facendosi strada con il proprio corpo, discostando quelle immagini con le spalle, con le mani. E tutto ad un tratto, desiderata, sperata, agognata… la rinascita. Un’ondata di luce investe il visitatore. Frontalmente gli stessi volti appena abbandonati, appaiono sorridenti, sereni, rallegrati da un’aurea di freschezza, rincuorati dal conforto di una ritrovata gioia.

All’improvviso ci si sente pervasi dal sollievo, dalla sensazione di essere riusciti ancora una volta a superare un ostacolo, pronti a godere appieno di una nuova esperienza di vita.

La domenica di Pasqua, giorno preposto alla rinascita in tutta la sua forza ed espressione religiosa e folkloristica, abbiamo inaugurato la mostra fotografica.

 

A tagliare il nastro (di carta riciclata) il sindaco Ninni Chieco e l’assessora alla cultura Monica Filograno seguiti da amici, parenti, corsisti, conoscenti, curiosi i quali componevano una folla di persone che non ci aspettavamo davvero di vedere.

Emozionante tanto da far luccicare più di un paio di occhi, da far battere i cuori, ed entusiasmante tanto da perdere quasi l’orientamento tra le foto che pendevano dal soffitto.

E al termine del percorso, abbiamo installato un piccolo set fotografico dove tutti i visitatori hanno la possibilità di poter replicare gli scatti della rinascita e condividerli sui canali social, utilizzando l’hashtag ufficiale dell’evento #BuonaRinascènza.

Le vostre foto direttamente dal set della mostra fotografica Rinascènza (https://goo.gl/A08UEk)Visitate l'installazione…

Posted by La Capagrossa Coworking on Wednesday, April 19, 2017

 

Non è facile Rinascere. Perché la Città, la Società, ci impongono i propri schemi. E nella routine, durante l’esecuzione di tali schemi, siamo a vivere ad occhi chiusi, allineati, compressi.

Non è facile Rinascere ma possibile. E allora a La Capagrossa Coworking, con i corsisti, con Alessandro Cirillo, Mauro Ieva, con gli 81 cittadini che si sono prestati, abbiamo deciso che Rinascènza fosse la costruzione di una comunità che “apre gli occhi”, che attiva sul territorio, amplifica i propri spazi d’azione. Tante piccole variabili ad altezze differenti, che insieme formano il più perfetto degli algoritmi.


 

La mostra resterà aperta fino al giorno 23 aprile 2017
Orari di apertura: dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
Chiuso il lunedì pomeriggio.

Ideazione workshop e allestimento mostra a cura de La Capagrossa Coworking

Corsisti: Antonio Amenduni, Donato Anselmi, Michele Bucci, Tania Cantatore, Felice Tibberio, Mara Dani, Vincenzo Fracchiolla, Agnieszka Kolacka, Marco Volpe.
Docente: Alessandro Cirillo
Allestimento: Ivan Iosca (XYZ Officine)
Progetto grafico: Valentina Caldarola (La Capagrossa Coworking)
Ufficio stampa: Giovina Caldarola (La Capagrossa Coworking)

Un vivo ringraziamento per la collaborazione a:
Monica Filograno, Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione
Mauro Ieva, Cacciatori d’Ombra
Cleto Bucci, Console Touring Club Puglia
Francesco Picca, direttore della Pinacoteca Comunale di Ruvo di Puglia
Maria Volpe, Ristorante U.P.E.P.I.D.D.E.
Daniela Raffaele, Clitorosso
Rino De Biase, Azienda Tipografica De Biase