La Capagrossa al Festival della Paesologia di Aliano

Ancora in vacanza? ⛱️

Noi siamo appena rientrati da La Luna e i Calanchi 2017, il festival della paesologia organizzato da Franco Arminio nella suggestiva cornice di Aliano (Mt).

Un momento per riflettere e discutere sulle problematiche legate alle aree interne dell’Italia meridionale, ma anche per conoscere i volti di chi mette in campo progetti e strategie per combattere i fenomeni dello spopolamento, attraverso azioni di recupero della memoria e creazione di comunità.

WhatsApp Image 2017-08-26 at 17.34.25

Abbiamo voluto raccontare del nostro lavoro a Ruvo di Puglia tramite l’esperienza di Nove Nove Nove, il processo partecipativo legato alla creazione della SISUS (strategia integrata di sviluppo sostenibile) per il nostro Comune.

Ruvo è stata rappresentata anche sotto altre forme da Vincenzo Mastropirro con musica e poesie della nostra terra, dalla Fondazione Cesareo con le formelle del progetto Mediterraneo Senza Spettatori: Naufragi Con Angeli, e dall’infaticabile Assessora alla Cultura Monica Filograno con la narrazione dell’ esperienza di “poesia e politica” Luci e Suoni d’Artista.

WhatsApp Image 2017-08-26 at 17.34.25 (1)
Siamo orgogliosi di fare parte di questa comunità in grado di rigenerarsi e proiettarsi verso un futuro ambizioso.
“È una scena che non si muta in un solo giorno, ma è importante sollevare lo sguardo, allungarlo: la rivoluzione del guardare”
(da Lettera ai ragazzi del sud di Franco Arminio)
WhatsApp Image 2017-08-26 at 17.34.26
Annunci

Resto al sud, il bando per giovani imprenditori

resto al sud

Con Decreto Legge 91 del 20 giugno 2017 è stata attivata la misura “Resto al Sud” pensata per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La misura è rivolta a giovani imprenditori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni.

Ciascun richiedente potrà ricevere fino ad un massimo di 40 mila euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti l’importo massimo del finanziamento erogabile sarà pari a 40 mila euro per ciascun socio fino ad un ammontare massimo complessivo di 200 mila euro.

Il 35 per cento del contributo sarà a fondo perduto ed il 65 per cento sotto forma di prestito a tasso zero.

QUI IL DECRETO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE

(fonte @Bollenti Spiriti)

Nove Nove Nove, il progetto di rigenerazione urbana partecipata

Il percorso nóvǝ nóvǝ nóvǝ nasce da una congiunzione tra i processi partecipativi invernali (auto-costruzione del sistema di luminarie cittadino e della grande nave sita in Piazza Matteotti) e una ricerca sui caratteri del nostro dialetto, che assegna ad un solo suono tre significati diversi. Così la città, i cittadini e il processo possono riuscire a racchiudere nella sola parola Partecipazione una pluralità di idee, sfumature, intenzioni.

Nove saranno gli incontri che animeranno le piazze e i luoghi più diversi della città, che si concluderanno in una “festa” finale, in cui sintetizzare le istanze da sottoporre poi ai tecnici, ma soprattutto festeggiare insieme Ruvo di Puglia.

Il processo inizierà il 09 giugno e terminerà il 09 luglio.

Il blog del progetto –> https://novenovenove.wordpress.com/

locandina_a3_novenovenove4.jpg

ATTIVITÀ DI PROGETTO E FASI DI SVILUPPO

La sfida di questo progetto sarà: come ottenere una partecipazione allargata e di qualità?

Il processo di risoluzione a questa domanda si compone di 3 punti fondamentali:

  1. Territorio e reti

Due incontri saranno dedicati alla conoscenza del territorio: per progettare al meglio la città è necessario senza dubbio conoscerla. Prendere consapevolezza della dimensione urbana ruvese, per il progetto, non significa solo censirne i luoghi fondamentali alla memoria o quelli potenziali all’innovazione, ma anche e soprattutto conoscere le realtà più virtuose che possano mettersi in rete per generare impatto positivo sulla città. Il principio base è quello della sinergia: comprendere in che modo, cioè, si possa mirare a obiettivi più ambiziosi collaborando insieme alla creazione di sistemi circolari.

  1. Le buone pratiche

Alcuni incontri dovranno saranno destinati alla conoscenza di modelli o esempi esterni di processi di rigenerazione urbana e resilienza. Dimostrare e analizzare le buone pratiche di altri contesti potrà servire ad innescare relazioni di fiducia tanto del privato economico quanto di quello collettivo e ad invogliare una partecipazione attiva nei procedimenti di rigenerazione urbana.

  1. Fare insieme

Il processo si pone l’obiettivo non poco ambizioso di riuscire a ricreare una comunità cittadina attiva e consapevole della cosa pubblica. La comunità dovrà essere quanto più eterogenea possibile: estenderemo le reti, cercando di coinvolgere diversi attori che dovranno imparare a comunicare tra loro. L’educazione ai processi orizzontali è necessaria alla gestione e alla risoluzione di conflitti, quanto ad ottenere una vera e propria integrazione sociale.

Siete pronti a salpare?

 

La Capagrossa coworking vincitrice di Mettici le Mani

Il bando è quello di “Laboratori urbani – Mettici le mani”, per il quale, dal 1° ottobre 2015 al 29 aprile 2016, attraverso la procedura telematica, sono arrivate 66 proposte, di cui 60 ammissibili. Fra queste, attraverso una selezione che comprendeva cinque variabili, ne sono state scelte 28. Tra tutte, primo in graduatoria con 78 punti a parimerito con un progetto brindisino, c’è “La Capagrossa coworking. Uno spazio dove contano le persone e le loro idee”, pensato e proposto dall’omonima associazione ruvese, che ha ottenuto i 25mila euro richiesti.

11164643_1622307667985391_7727148147403413494_n

Il progetto ruvese è stato valutato positivamente perchè evidentemente risponde in maniera adeguata alle finalità del bando. I soldi verranno infatti spesi «per creare una dotazione adeguata allo spazio di coworking e per fornire nuovi servizi» all’interno della sede di via Martiri delle Foibe, spiega Ivan Iosca, uno degli otto componenti dell’associazione.

La Capagrossa punta infatti a mettere in atto meccanismi che introducano nuove funzioni e attività in relazione tra loro, e in definitiva nuovi posti di lavoro, innescando una trasformazione sociale.

L’idea vincente comprende la «progettazione di spazi versatili a disposizione delle varie necessità». Fra queste, una stanza con 12 postazioni di lavoro a scomparsa che, all’occorrenza, lasciano l’ambiente completamente sgombro per altre attività, un’area di rappresentanza e una cucina. L’attenzione e l’interesse per il cibo potranno in futuro creare nuove occasioni di incontro e di scambio.

Lo spazio diventerà così ancor più un contenitore aperto, dallo stile dinamico, che stimola le potenzialità di chi lo vive. Attraverso bellezza e riscoperta delle relazioni, donerà al lavoratore indipendente più equilibrio e stabilità, oltre alla possibilità di avviare nuove sinergie. La condivisione è il principio base del sistema, in grado di definire relazioni non solo tra coworker, ma anche tra enti e associazioni.

Il fine ultimo è invertire le rotte solitarie a favore di una rete sociale e lavorativa. Nel perseguirlo, il gruppo è motivato, poichè nelle precedenti iniziative ha riscontrato una risposta entusiasta da parte della gente. «Le persone sono rimaste colpite e attratte», ci dice Ivan, raccontando dei molti ragazzi che reclamano su facebook nuovi appuntamenti, al grido di “Ci mancate!”. Ma non sono solo i giovani ad essersi avvicinati al loro mondo. «Abbiamo fatto breccia anche nelle famiglie del quartiere e non ce lo aspettavamo. Al picnic urbano (organizzato a settembre scorso in occasione di Evoluzioni, ndr) sono scesi in molti dai palazzi circostanti per stare con noi. Alcuni indossavano gli abiti della festa».

Non uno spazio settoriale, dunque, ma un luogo aperto ad attività diverse da condividere. Questa eterogeneità è anche il vero e principale punto di forza del gruppo che, seppur piccolo, annovera persone dalle più disparate professionalità (che spaziano dal design, all’archeologia, alla fisica…), ognuna ugualmente qualificata nel suo ambito.

fonte Ruvolive.it