Malacarne, Palermo raccontata in 70 scatti. Il workshop fotografico

Nell’ormai consolidato rapporto con l’Associazione Cacciatori d’Ombra, abbiamo ospitato nel nostro spazio di coworking un altro workshop fotografico.

Questa volta il workshop è legato ad un evento particolare: la presentazione in Puglia del volume fotografico Malacarne del giovane fotografo palermitano Francesco Faraci.

Chi è Francesco? È un giovane fotografo siciliano, con tanto entusiasmo e tanta voglia di fare. La sua biografia la trovate tutta qui –> link
Noi invece vogliamo raccontarvi cosa è stato per noi Francesco e cosa ci ha regalato.

Malacarne

La presentazione del suo libro è stata effettuata il 19 maggio scorso in due fasi: durante la mattinata, presso la Mediateca Regionale Pugliese a Bari, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del libro fotografico, alla presenza dell’autore, di Andrea Zotti (Dirigente del Servizio Promozione e Sviluppo dell’Economia Culturale), Monica Filograno (Assessora alla Cultura del Comune di Ruvo di Puglia), Mauro Ieva (presidente Associazione Cacciatori d’Ombra).
Nel pomeriggio, invece, presso Palazzo Caputi a Ruvo, Francesco è stato presentato alla cittadinanza, anticipando il workshop fotografico dei giorni successivi.

Il progetto Malacarne vede protagonisti i bambini della periferia di Palermo, ritratti nel loro contesto sociale, le cui sfaccettature sono tutte immortalate negli scatti di Francesco: immagini in bianco e nero, che sembrano appartenere ad un’epoca a noi lontana ma incredibilmente contemporanea.
Un pezzo di mondo, una periferia che vive lentamente, nella sua essenza urbanistica vetusta, nell’abbandono sociale ma dal sapore incredibilmente umano.
Gli scatti sono di un realismo così estremo che sembra di vivere quei bambini e ascoltare le loro voci.

L’esperienza vissuta da Francesco nei tre anni del progetto è molto intima, fatica ad esprimerla nella sua fanciullesca emotività. Ma traspare dai suoi scatti la sua personale crescita umana e sociale.
Francesco ha scelto di pubblicare in un libro i suoi 70 scatti dei Malacarne, questi bimbi periferici che crescono troppo in fretta, per dare la possibilità a chiunque lo voglia di sfogliare, toccare e assaporare ogni particolare di queste immagini meravigliose.

Il workshop fotografico si è svolto nelle giornate del 19 e 20 maggio ed è stato quasi totalmente svolto all’aperto per immortalare il più possibile.
Durante la giornata del 19, approfittando degli eventi del Maggio Sportivo, i corsisti hanno avuto modo di interagire con un gran quantitativo di bambini presenti in piazza, accorsi per festeggiare la sportività. Mentre il 20 maggio è stato interamente dedicato alle periferie, gli spazi prediletti da Francesco.

Si è svolto nel weekend 19 e 20 maggio, presso il nostro spazio di coworking, il workshop di fotografia organizzato da…

Posted by La Capagrossa Coworking on Friday, May 19, 2017

Lo shooting in esterna ha dato dei risultati meravigliosi. Francesco non ha perso occasione di fotografare anche i nostri ragazzi di quartiere durante una partita a calcio pomeridiana.

Siamo stati lieti di ospitare Francesco nel nostro spazio di coworking, perché abbiamo gli stessi ambiti di azione: il suo progetto come il nostro è nato nella periferia.
In quelle zone abbandonate della città ma che hanno molto da raccontare e risorse da utilizzare. È la sua prima volta in Puglia e ha scelto di cominciare il suo viaggio da Ruvo. Una scelta che ci fa grande onore.

Ma l’effetto più bello è, come sempre, la sinergia che si è creata tra i corsisti, con l’entusiasmo e la professionalità di Francesco che ha generato un sentimento di affezione e di unione con tutti, anche con noi cowi. E per questo ringraziamo Cacciatori d’Ombra che ha scelto di organizzare questo evento nel nostro spazio.
Il nostro spazio è per tutti, per chiunque ne voglia far parte. Ogni evento è un prezioso gradino in più nel nostro percorso di creazione di comunità.

Un briciolo di felicità in più.

La Capagrossa incontra UFFA

Il 19 maggio abbiamo partecipato all’incontro organizzato da UFFA#UrbanFutureForAll a Trani, per dialogare con Diego Antonacci co-founder di Impact Hub Bari, sul come la nascita di comunità reali e digitali possano favorire la creazione di nuove occasioni professionali.

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Con noi anche Giovanni Pugliese di Coffice Putignano che ci ha parlato della loro esperienza di innovazione e pratiche collaborative.

La nostra esperienza, si è concentrata sulle modalità di coinvolgimento della cittadinanza, ma sopratutto dei residenti del nostro quartiere periferico.

Dunque il racconto del workshop fotografico Rinascènza ma sopratutto del workshop TAH-DAAH! realizzato nei mesi passati.

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Un case history per il nostro coworking molto importante sopratutto per il successo ottenuto nella creazione della comunità per la realizzazione di uno spazio comune e aperto a tutti.

Per mostrare che anche questo è possibile.

Grazie a chi ci ha ospitato e agli amici trovati e conosciuti!

Il progetto Rubi Antiqua

Il 18 maggio, presso Santa Teresa dei Maschi a Bari, abbiamo partecipato alla conferenza di presentazione del progetto Rubi antiqua di Daniela Ventrelli, archeologa barese a Parigi, dove porta avanti da circa 6 anni la ricerca sul collezionismo ottocentesco privato, focalizzandosi sul caso particolare di Ruvo di Puglia e della Collezione Jatta.
La conferenza è stata organizzata nell’abito delle attività promosse dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

18581545_1874260736123415_8746736431667886775_nLunga e articolata è stata l’esposizione del progetto, che vede coinvolti più istituti di ricerca e partner pubblici e privati italiani e stranieri e che ha consentito di svelare, attraverso lo studio delle fonti d’archivio inedite, alcuni aspetti del collezionismo ottocentesco di Ruvo sconosciute e in alcuni casi ricche di curiosi particolari.

Tanta e tale era l’abbondanza di reperti archeologici rinvenuti a Ruvo tale da definirla nel 1829 “caso unico in tutta la Puglia”.
Numerose le vicende che ruotano intorno alla formazione della collezione raccolta oggi nel Museo Nazionale Jatta, strettamente legata alle vicende familiari, e altrettante quelle che hanno consentito a Daniela Ventrelli di portare avanti e promuovere con tanta caparbietà il progetto ruvese in Francia.

Difatti l’aspetto più affascinante ed umano della vicenda è legato proprio alla casualità con la quale il fato (per dirla in termini mitologici) ha mescolato ed incastrato i tasselli che hanno visto la nascita e l’evoluzione del progetto.

Una storia di grande volontà, fermezza, determinazione mischiata alla casualità, alle scelte dell’ultimo momento, agli incontri e alle conoscenze.

Daniela ci ha trasmesso una grande professionalità ma anche la necessità di non abbattersi mai davanti alle difficoltà, che puó sembrare una frase fatta, ma mai fu più veritiera per la nascita di Rubi Antiqua.

Insomma perseverare sempre e risollevarsi dopo le delusioni è la parola d’ordine. Ed è proprio il messaggio che si voleva trasmettere agli studenti specializzandi, proiettati verso una professione difficile come quella dell’archeologo.

Un messaggio declinabile per chiunque e per qualunque ambito professionale.

Al termine Daniela fa dono a tutti di un segnalibro con un augurio personale: “Quand tu auras désappris à espérer, je t’apprendrai à vouloir” (Quando avrai smesso di sperare io ti insegneró a volere).

Ai nostri concittadini ruvesi invece, noi regaliamo l’augurio che Giovanni Jatta, nel 1844 fa a sé stesso, ovvero che nuovi ingegni infervorati seguano il suo esempio, per dilatare l’onore della propria nobilissima e antichissima città.

Prosit.

Il workshop Rinascènza e la mostra fotografica

Prendi un gruppo di persone sconosciute tra loro che hanno in comune l’arte fotografica.
Fornisci loro un tema a carattere folkloristico e territoriale con cenni di nozioni storiche.
Dai loro le linee guida tecniche e artistiche.
Infine mandali per strada a sperimentare.

Il risultato potrebbe essere inaspettatamente meraviglioso.

Ma partiamo dall’inizio.

Quindici giorni fa avevamo annunciato sui nostri canali l’avvio di un workshop di fotografia propiziatoria denominato Rinascènza: il progetto è stato volutamente programmato in un periodo particolare dell’anno, ovvero quello della settimana santa dove i rituali religiosi della città di Ruvo, già noti per il carattere emozionante e spirituale, si svolgono parallelamente a quelli folkloristici ormai radicati nella memoria popolare.
A questi elementi della tradizione, si affianca (e si concatena) il naturale passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, caratterizzato dal naturale processo di rinascita.

Dunque gli elementi religioso, folkloristico e territoriale hanno fornito il giusto spunto per il tema del corso fotografico che La Capagrossa ha voluto organizzare in collaborazione con Cacciatori d’Ombra, che ha visto coinvolti 9 corsisti guidati dal fotografo barese Alessandro Cirillo.

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Obiettivo del corso: utilizzare la fotografia come linguaggio per raccontare di volti, di sguardi e di occhi che vivono questo momento di passaggio, di rinascita e di ritrovata freschezza.

Il workshop si è svolto nel weekend a ridosso della domenica delle Palme e ha visto, durante la giornata del sabato, una introduzione alla tematica del corso con l’ausilio di Cleto Bucci, console per la Puglia del Touring Club Italiano, nonché storico ruvese ed ex assessore alla cultura della città.
Il fotografo Alessandro Cirillo, docente del corso ha istruito i partecipanti sulle tecniche fotografiche.

Tra il pomeriggio del sabato e la giornata successiva, quella della festività liturgica delle Palme, i corsisti sono usciti allo scoperto per uno shooting fotografico in esterna e, dopo essersi piazzati in uno dei punti nevralgici del passeggio cittadino, hanno invitato i passanti a sottoporsi all’esperimento fotografico.

È stato chiesto loro di interpretare con l’espressione del volto dunque, i due momenti che caratterizzano la rinascita: il primo legato alle tenebre, al freddo inverno, al torpore. Occhi chiusi.

Il successivo è quello della riconciliazione con la vita, interpretazione volutamente supportata dall’ausilio dei tradizionali simboli che addobbano la Quarantana ovvero la conocchia e il fuso (simbolo del lavoro femminile e del tempo che passa), l’arancia (un tempo veniva utilizzato un melograno o una patata) e le sette penne di gallina conficcate in essa che rappresentano le settimane della Quaresima.
Abbiamo lasciato libera scelta di introdurre, nello scatto, qualsiasi altro simbolo che potesse ricondurre al concetto di rinascita e di riconciliazione con la vita: e quindi ecco comparire un uovo, una macchina fotografica. I bambini.

Inaspettata la partecipazione di 81 cittadini che, dapprima con titubanza e poi con entusiasmo si sono prestati al progetto. Sono stati effettuati oltre 200 scatti sui quali è stata operata una selezione al termine dello shooting.

RinascènzaLa primavera. La Pasqua e le sue tradizioni. Un paese e le sue persone.La fotografia è il linguaggio per…

Posted by La Capagrossa Coworking on Saturday, April 8, 2017

 

Il passo immediatamente successivo è stato quello dell’installazione della mostra. È la parte che ha richiesto un notevole impegno di energie e di collaborazione, per riuscire a realizzarlo al meglio ed esprimere con tutta la forza i sentimenti reconditi di base del progetto.

In tre giorni l’ex Convento dei Domenicani di Ruvo, già sede della Pinacoteca Comunale di Arte Moderna, ha visto un viavai di cavi di nylon (che sembravano impossessati e si intrecciavano continuamente), trabattelli e scale, diverse decine di metri di nastro adesivo, materiale da riciclo vario, cartoncini colorati, stampe fotografiche, una quantità infinita di caffè e dolci vari e, elemento più importante, i nostri ormai affezionati Amici de La Capagrossa sempre pronti a sostenerci fisicamente e strumentalmente in tutti i nostri (folli) progetti.

 

L’installazione è stata strutturata per poter essere attraversata e vissuta sulla pelle, con gli occhi, con il tatto, attraverso le sensazioni.

Appena voltato l’angolo del corridoio dell’ex Convento dei Domenicani, si percepisce da subito una sensazione di oscurità, di passività: è il momento legato al freddo inverno. Dal soffitto scende una fitta rete di fasce, che impedisce alla luce di filtrare e trasmette un senso di oppressione. A passarci sotto la si può sfiorare con le mani, pesante, tangibile.

Nel mezzo scendono, quasi fino a sfiorare il pavimento, le immagini dei volti di uomini e donne con occhi chiusi, quasi a creare un labirinto, un ostacolo nel cammino: lo sfondo fluo dei loro ritratti non basta a distogliere l’attenzione dall’austerità dei loro volti, nell’interpretazione dell’abulia.

La sensazione è quella di sentirsi quasi irretiti dai quei volti addormentati.

Ma oltre si intravede la luce, si percepisce una prosecuzione di quegli stessi colori, fluo ma con un’intensità differente. Si accelera il passo facendosi strada con il proprio corpo, discostando quelle immagini con le spalle, con le mani. E tutto ad un tratto, desiderata, sperata, agognata… la rinascita. Un’ondata di luce investe il visitatore. Frontalmente gli stessi volti appena abbandonati, appaiono sorridenti, sereni, rallegrati da un’aurea di freschezza, rincuorati dal conforto di una ritrovata gioia.

All’improvviso ci si sente pervasi dal sollievo, dalla sensazione di essere riusciti ancora una volta a superare un ostacolo, pronti a godere appieno di una nuova esperienza di vita.

La domenica di Pasqua, giorno preposto alla rinascita in tutta la sua forza ed espressione religiosa e folkloristica, abbiamo inaugurato la mostra fotografica.

 

A tagliare il nastro (di carta riciclata) il sindaco Ninni Chieco e l’assessora alla cultura Monica Filograno seguiti da amici, parenti, corsisti, conoscenti, curiosi i quali componevano una folla di persone che non ci aspettavamo davvero di vedere.

Emozionante tanto da far luccicare più di un paio di occhi, da far battere i cuori, ed entusiasmante tanto da perdere quasi l’orientamento tra le foto che pendevano dal soffitto.

E al termine del percorso, abbiamo installato un piccolo set fotografico dove tutti i visitatori hanno la possibilità di poter replicare gli scatti della rinascita e condividerli sui canali social, utilizzando l’hashtag ufficiale dell’evento #BuonaRinascènza.

Le vostre foto direttamente dal set della mostra fotografica Rinascènza (https://goo.gl/A08UEk)Visitate l'installazione…

Posted by La Capagrossa Coworking on Wednesday, April 19, 2017

 

Non è facile Rinascere. Perché la Città, la Società, ci impongono i propri schemi. E nella routine, durante l’esecuzione di tali schemi, siamo a vivere ad occhi chiusi, allineati, compressi.

Non è facile Rinascere ma possibile. E allora a La Capagrossa Coworking, con i corsisti, con Alessandro Cirillo, Mauro Ieva, con gli 81 cittadini che si sono prestati, abbiamo deciso che Rinascènza fosse la costruzione di una comunità che “apre gli occhi”, che attiva sul territorio, amplifica i propri spazi d’azione. Tante piccole variabili ad altezze differenti, che insieme formano il più perfetto degli algoritmi.


 

La mostra resterà aperta fino al giorno 23 aprile 2017
Orari di apertura: dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
Chiuso il lunedì pomeriggio.

Ideazione workshop e allestimento mostra a cura de La Capagrossa Coworking

Corsisti: Antonio Amenduni, Donato Anselmi, Michele Bucci, Tania Cantatore, Felice Tibberio, Mara Dani, Vincenzo Fracchiolla, Agnieszka Kolacka, Marco Volpe.
Docente: Alessandro Cirillo
Allestimento: Ivan Iosca (XYZ Officine)
Progetto grafico: Valentina Caldarola (La Capagrossa Coworking)
Ufficio stampa: Giovina Caldarola (La Capagrossa Coworking)

Un vivo ringraziamento per la collaborazione a:
Monica Filograno, Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione
Mauro Ieva, Cacciatori d’Ombra
Cleto Bucci, Console Touring Club Puglia
Francesco Picca, direttore della Pinacoteca Comunale di Ruvo di Puglia
Maria Volpe, Ristorante U.P.E.P.I.D.D.E.
Daniela Raffaele, Clitorosso
Rino De Biase, Azienda Tipografica De Biase

La Capagrossa a Milano con Tempo Riuso

Nel mese di Aprile 2017 siamo stati a Milano per una passeggiata di protesta ed un pacifico confronto di idee, organizzata in occasione della Settimana del Design, per porre l’attenzione sull’area dei Mercati Generali, uno spazio immenso, in parte interessato da un programma di riuso temporaneo.

Il rischio imminente che parte di queste aree vengano vendute, le realtà insediate cacciate, per ricavare una rendita fondiaria ed immobiliare da investire in un non chiaro progetto di rigenerazione dei Mercati, ha spinto l’associazione milanese Tempo Riuso ed altre realtà associative, creative e gruppi di studenti a lanciare la sfida di confrontarsi per verificare ed attivare assieme le nuove proposte.

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Per gli edifici in abbandono, per gli spazi e i flussi di merci e persone dei Mercati all’ingrosso, per ripensare a nuove imprese e start-up che producano nuovi prodotti dagli scarti presenti ai Mercati, assieme a cittadini, professionisti, studenti universitari ed investitori.

Ecco, noi siamo stati invitati a prendere parte a tutto questo e dare il via ad una nuova rivoluzione urbana.

Ivan Iosca e Giorgia Floro ci raccontano la loro esperienza.

Lo scorso anno, durante il workshop “Reciclicity” con Tempo Riuso e Superuse-Studios, avevamo immaginato un nuovo futuro per i Mercati Generali di Milano.
Una rigenerazione urbana nel rispetto delle famiglie che da generazioni abitano gli spazi dell’avicunicolo e delle nuove associazioni che da pochi anni sono riuscite ad aprire alcuni luoghi alla città.
Ieri, una passeggiata, un’installazione artistica e un dibattito animato organizzato da Tempo Riuso con Raumlaborberlin e noi de La Capagrossa Coworking, hanno nuovamente posto l’attenzione sul futuro di quest’area e sulla necessità di una visione più ampia.
Ringraziamo tutti per la fantastica esperienza e Pastor Leumund per il super concerto finale 😉
p.s. porteremo al sud quello che i nostri occhi hanno visto, le nostre orecchie udito e le nostre mani assemblato.

Rinascènza – workshop di fotografia propiziatoria

La primavera. La Pasqua e le sue tradizioni. Un paese e le sue persone. La fotografia è il linguaggio per raccontare di volti, di sguardi e di occhi che vivono un momento di passaggio, di rinascita e di ritrovata freschezza.

Per sentirci parte della storia, per comprendere e far proprio il significato delle tradizioni, non dobbiamo solo conoscerle ma abbiamo bisogno di viverle. Il workshop è il nostro pretesto per indagare tutto ciò e rendere la Rinascènza un momento personale di cui fare esperienza e da condividere.
Al termine verrà organizzata una esposizione pubblica dei lavori realizzati.

Le iscrizioni scadono alle ore 20 del 7 aprile 2017.

Info –> www.metooo.io/e/rinascenza-workshop-di-fotografia

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Laboratori di Autocostruzione Magica Condivisa

Dopo essere risultati vincitori dei finanziamenti Mettici le Mani della Regione Puglia, ed un breve periodo di organizzazione e pianificazione, cominciamo con il primo di una serie di grandi appuntamenti previsti nel nostro calendario.

Nella necessità di allestire il nostro spazio di coworking, abbiamo ideato tre laboratori di autocostruzione magica condivisa. Sì, magica perché alcuni amici dicono che la conoscenza, se la condividi aumenta 🙂
Abbiamo deciso di chiamarli TAH-DAAH!, augurandoci che alla fine, ognuno di noi abbia il coraggio di immaginare nuove alternative.

Il pretesto è dunque realizzare alcuni arredi dello spazio ma quello che ci interessa realmente è il processo che andremo ad affrontare insieme: attraverso i tre momenti, passeremo dalla manualità (fare), alla progettazione (saper fare).

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CACCIAVITE. Obiettivo del primo lab è acquisire competenze manuali base quali conoscenza delle macchine utensili e dei materiali. Il progetto è già definito: realizzeremo contenitori partendo da pallet.
Strumenti e modalità.

AGO. Il secondo lab prevede la realizzazione di un oggetto e la progettazione e realizzazione di alcuni innesti. Realizzeremo elementi divisori per le scrivanie e altri piccoli arredi dove creeremo trame con l’ausilio di stoffe e tessuti.
Ingegno e ragionamento.

MATITA. Sarà il gruppo intero a decidere le sorti di una stanza dello spazio di coworking: la reception. Alla progettazione collaborativa, incentrata sui bisogni dei coworkers, seguirà la fase di realizzazione utilizzando materiali di scarto.
Creatività e progettazione.

I laboratori si svolgeranno secondo il seguente calendario:

1) 3-5 marzo CACCIAVITE.

2) 10-12 e 17-19 marzo AGO.

3) 24-26 marzo MATITA.

La partecipazione all’evento è consigliata dai 16 ai 99 anni 🙂 ed è GRATUITA, previa iscrizione su Eventbrite. Prevediamo un numero massimo di 15 partecipanti per ogni appuntamento, dunque ACCORRETE AD ISCRIVERVI!

Tutte le informazioni necessarie alla partecipazione saranno poi comunicate tramite mail agli iscritti, sull’evento e attraverso il nostro canale Telegram t.me/lacapagrossacoworking

TAH-DAAH! è un laboratorio di autocostruzione previsto nel progetto presentato da La Capagrossa Coworking e vincitore del finanziamento Mettici le Mani (Bollenti Spiriti) della Regione Puglia.

Realizzato con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Ruvo di Puglia e la collaborazione del GiovanIdee Forum Ruvo di Puglia.

Anno nuovo, inizia l’avventura!

Comincia una nuova avventura grazie a Bollenti Spiriti: siamo risultati vincitori del Bando regionale Mettici le Mani per l’avvio del nostro spazio di coworking.

E allora abbiamo deciso di farci un regalo: abbiamo adottato un piccolo germoglio di albero di mango, il frutto del sole e della gioia che cureremo e seguiremo nelle fasi della sua crescita, che diverrà il simbolo del nostro percorso.

C’è un piccolo particolare: l’albero si trova in Kenya e lo abbiamo adottato tramite il sito Treedom.

Chissà che non il Kenya non diventerà la meta del nostro primo viaggio! 🤗

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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“Quando si effettua una scelta, si cambia il futuro. In bocca a lupo La Capagrossa Coworking!”

iLight Ruvo – Workshop per la realizzazione di luci d’artista

Dal 7 novembre 2016 i nostri spazi di coworking hanno ospitato #iLightRuvo, workshop per la creazione di luci d’artista. L’appuntamento artigianale si è inserito all’interno del più ampio progetto Luci e Suoni d’Artista, finanziato grazie alla call della Regione #InPuglia365 finalizzata alla destagionalizzazione del turismo.

L’esperimento di costruzione collettiva, prevedeva la realizzazione di luminarie che avrebbero poi addobbato la città durante il periodo natalizio, e ha visto coinvolti cittadini di diverse età i quali hanno volontariamente partecipato a questo bellissimo progetto, con entusiasmo e dedizione, al solo scopo di compartecipare al bene della comunità.

L’idea, di Vittorio Palumbo, trova collocazione nell’ambito di Evoluzioni, la rassegna di eventi culturali promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Ruvo di Puglia.

Le luci d’artista vanno a rappresentare “uno stormo di grandi uccelli migranti, una flotta di barche fluttuanti e un’orchestra di strumenti musicali. Perché siamo terra che accoglie, che abbraccia, che contagia e si fa contagiare.”

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I laboratori per ILight Ruvo – workshop per la creazione di luci d’artista sono stati gestiti da Laboratori Tanè e noi de La Capagrossa Coworking in collaborazione con il GiovanIdee Forum Ruvo di Puglia, i ragazzi del CIOFS Puglia, parenti, amici e tanti altri volenterosi. I lavori ci hanno tenuti occupati per tre settimane, in una produzione serrata che rispettasse i tempi di consegna.

A partire da venerdì 2 dicembre, e come da programma per tutto il periodo natalizio, il centro storico di Ruvo è stato animato da una serie di eventi artistici e musicali, i quali hanno avuto come cornice le nostre decorazioni luminose.

Punto nevralgico del progetto è stata Piazza Matteotti, antistante il Palazzo di Città, che ha visto l’installazione di una enorme barca luminosa, a simboleggiare il viaggio e l’accoglienza, mentre per tutte le vie del centro storico svettavano gli uccelli luminosi e gli strumenti musicali realizzati.

Natale a Ruvo, le luminarie realizzate dai cittadini

L'immagine può contenere: una o più persone, notte e spazio all'aperto

Luci e Suoni D’Artista – 2/3/4 Dicembre Ruvo di Puglia
👉🏼 Un progetto di Assessorato alla Cultura del Comune di Ruvo di Puglia
👉🏼 con il sostegno di Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale e di Puglia Promozione
👉🏼 in collaborazione con GiovanIdee Forum Ruvo di Puglia, Pro Loco Ruvo di Puglia, Ascom Ruvo Di Puglia
👉🏼 ideazione, direzione artistica e coordinamento del progetto luci Vittorio Palumbo
👉🏼 animazione e conduzione workshop e coproduzione degli oggetti luminosi con la comunità cittadina Laboratori Tanè e La Capagrossa Coworking

Il progetto sostiene la rete Ruvo Solidale.

DESIDERARE DESIDERIO

Ripartiamo alla grande in questo piovoso settembre, durante il quale i nostri sogni da coworkers iniziano a prendere forma!

Ebbene si. Grazie alla manifestazione EVOLUZIONI in corso a Ruvo di Puglia  (ardentemente voluto dalla nuovissima Assessora alla Cultura Monica Filograno), abbiamo organizzato un bell’evento chiamato Desiderare Desiderio che si svolgerà dal 12 al 14 settembre presso i futuri spazi del nostro coworking (ubicato in via Martiri delle Foibe 23 a Ruvo di Puglia).

La natura degli appuntamenti organizzati (vedi infra) è scaturita dalla volontà di riscoprire il piacere di vivere gli spazi urbani della nostra città in maniera diversa dalla normalità.

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Il primo appuntamento è un workshop di autocostruzione GRATUITO che si svolgerà presso i locali destinati allo spazio di coworking in collaborazione con Laboratori Tanè e XYZ Officine. L’intento di questa iniziativa è quello di realizzare insieme sistemi di illuminazione a partire da materiali semplici o di riuso, secondo la propria fantasia. Lo scopo finale è di avere un ritorno, rilasciare competenze ai partecipanti e ridurre in questo modo le distanze con la nostra comunità. 

Lo spazio di coworking apre le sue porte a coloro che vogliono riscoprire la bellezza e la manualità del fare. Insieme.

Il workshop si svolgerà nei giorni 12 e 13 settembre a partire dalle ore 10 fino alle 18, ed è aperto a tutti coloro che vogliano dilettarsi, previa prenotazione su Eventbrite (max 20 partecipanti).

Ai partecipanti si richiede di portare:
– pennarelli cancellabili (tipo da lavagna bianca) di colori diversi, più ne hai e meglio è  😉
– 1 cartoncino di colore bianco, dimensioni 100×70, spessore 1mm
– materiale per appunti (taccuino, matita/penna)
– righello
– taglierino


Il secondo appuntamento è dedicato ad un esperimento di arte urbana in collaborazione con il famoso street artist sardo Andrea Casciu e la nota illustratrice pugliese Patrizia Mastrapasqua. Una parete inutilizzata di un edificio pubblico della città, diventerà una enorme tela per una mostra a cielo aperto.

A proposito di Andrea:
il suo scenario preferito è il volto dell’uomo in cui è insita la propria immagine e identità; al suo interno piccole mutazioni estetiche ed emotive rendono ogni ritratto originale. Andrea ci ha colpito proprio per il legame visivo delle sue opere con il concept del nostro coworking “La Capagrossa”.

A proposito di Patrizia:
le sue illustrazioni sono dirette, minimaliste e popolate da figure suggestive mimetizzate in colori pastello. È poliedrica e spazia dal lavoro di illustratrice per la stampa o su tele digitali, dalla ceramica all’arte di strada.

L’iniziativa si svolgerà il 13 e 14 settembre in un luogo segretamente segretissimo che sveleremo alla fine!  😉


Il terzo appuntamento vede una doppia iniziativa.

Si comincia nel primo pomeriggio con un workshop di esplorazione teatrale GRATUITO dal titolo “La città e il desiderio”, organizzato con l’associazione teatrale Kuziba, che si svolgerà nel nostro spazio di coworking.

La città e il desiderio, scriveva Calvino. Una città le cui fondamenta siano i desideri di chi la abita, una città che ne incarni i sogni, che si costruisca sulle sue aspettative.
Una città che prenda forma dal deserto a cui si oppone.
Ma per opporsi al deserto bisogna ascoltarlo, fermarsi e a guardarlo in faccia per farlo fiorire.

Il workshop si svolgerà il giorno 14 settembre a partire dalle ore 16.30 fino alle 19, è aperto a tutti (bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani) previa prenotazione su Eventbrite (max 30 partecipanti).

Ai partecipanti si richiede di portare:
– una sedia, tornerà utile per guardare
– 
abiti comodi, serviranno a sentirsi a casa
– 
un desiderio, lo useremo per giocare.

I ragazzi di Kuziba porteranno un cerchio, una musica e qualche foglio.
Insieme cercheremo delle strade dentro la città, perché una città va innanzitutto desiderata.


Al termine delle iniziative, a partire dalle ore 20 presso il nostro spazio di coworking chiuderemo l’evento Desiderare Desiderio con un Picnic urbano, un modo per riappropriarci della nostra città, vivendone ogni suo spazio. Abbiamo denominato l’iniziativa “Condividi con il tuo vicino” perchè vogliamo che lo scopo finale sia quello di creare una rete sociale attraverso la condivisione del companatico, in una compartecipazione conviviale.

Si chiede dunque ai partecipanti di raggiungere il picnic muniti di teli/coperte e cuscini sui quali sedersi e poter stare comodi, posate, tovaglioli e sopratutto cibo per due, da condividere con il proprio vicino.
Noi aggiungeremo ambientazione e musica, in modo tale da rendere quella del picnic urbano, un’esperienza piacevole e da non dimenticare!

L’iniziativa è GRATUITA e coinvolgerà in primis i partecipanti al workshop, ma sarà aperto a chiunque voglia vivere questo momento di condivisione. Più siamo e meglio è, ma se ci comunicate la vostra partecipazione (via mail – info@lacapagrossa.it – o tramite MP su Facebook) possiamo organizzare al meglio l’iniziativa.

Noi siamo (quasi) pronti: e voi? 😉